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Posted by on 8 dicembre 2010

In novembre ho tenuto alcune docenze per i dipendenti degli Enti pubblici della Toscana, a Pisa, Firenze e Siena, all’interno del Progetto Aquarius dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione "Alessandro Faedo" del CNR di Pisa.
Ho parlato di accessibilità e qualità dei contenuti audiovisivi sul Web. Oltre a essere un Webdesigner e un Videomaker free-lance, sono dipendente part-time della Regione del Veneto (dove curo il portale video della Mediateca regionale), e questa doppia identità professionale mi ha consentito di dialogare proficuamente con i colleghi toscani, essendo consapevole della complessità del rapporto fra PA e fornitori di servizi video, e della ancora limitata valorizzazione delle risorse interne dotate di specifiche competenze in materia di audiovisivi progettati per il Web.

Nelle tre giornate di docenza ho iniziato il percorso didattico con la descrizione del processo di produzione dell’audiovisivo orientato al Web, suddiviso nelle sue varie fasi, che richiedono diverse abilità e coinvolgono molti profili professionali.
Ho raccolto alcune esperienze personali di lavoro dei discenti, che trovano corrispondenza con uno o più degli step del processo. 
E’ emersa una concreta possibilità, sebbene ancora abbozzata, di contemplare o prefigurare – nell’organizzazione del lavoro negli Enti pubblici – le professionalità già da tempo riscontrabili in ambito aziendale nella produzione, postproduzione e comunicazione video online: regia, screenwriter, storyboarder, operatore video, fonico, montatore, content manager, content editor, social networker, community manager.
 
Alcuni fra i discenti sono coinvolti in attività di progettazione di audiovisivi, di ripresa e montaggio video, di organizzazione e pubblicazione di video, anche con finalità di valorizzazione del territorio, di story-telling e comunicazione di servizi.
Attraverso il confronto diretto con esperienze concrete nella PA, il discorso sull’accessibilità per i disabili dei video – che deve essere considerata in tutti i passaggi del processo di produzione – si è è potuto svolgere in serrato dialogo fra gli aspetti teorici e gli aspetti operativi, e fra le strategie di comunicazione senza discriminazioni e le tecnologie necessarie per garantire l’infoinclusione nella fruizione degli audiovisivi in Rete.
 
L’attività di docenza è stata orientata non solo a fornire le esemplificazioni, tutte le necessarie nozioni teoriche e pratiche e la visione di insieme dei problemi dell’infoinclusione nella fruizione di video in Rete, ma anche a proporre una visione articolata di scenario, per organizzare (o riorganizzare) il processo di produzione all’interno dell’organigramma e mansionario dell’Ente di appartenenza, con la finalità di valorizzare la qualità del lavoro, le competenze tecniche e redazionali esistenti o da formare, il dialogo fra i diversi momenti del processo, e la considerazione delle tecniche per l’infoinclusione come occasione per migliorare la qualità della comunicazione a favore di tutti i destinatari del messaggio (semplificazione, rinforzo dei codici, chiarezza e trasparenza del messaggio, facilità d’uso, facile reperibilità).  
 
Nel corso di una delle due esercitazioni pratiche, ho proposto ai discenti di predisporre un testo per l’audiodescrizione che descrive il contenuto visivo (non dialogico) di due brevi scene tratte dal film Chocolat: un lavoro squisitamente redazionale. Può sembrare strano, ma la cura dei contenuti audiovisivi richiede competenze e sensibilità umanistiche, è un lavoro di interpretazione e si lavora – all’origine – con il testo, prima ancora che con la videocamera, con il montaggio video, l’encoding e i formati.  
Dopo la visione delle scene, e l’analisi delle scene mostrate nei vari componenti scenografici, i discenti hanno descritto in un testo tutto quello che di non dialogico avviene nelle scene (e che quindi, senza una voce fuori campo che legge la descrizione, non può essere percepito da chi non vede).
L’esercitazione ha suscitato vivo interesse, e ben 18 diverse "visioni" delle scene hanno potuto confluire – attraverso una mia selezione – in un testo da leggere come voce narrante fuori campo, come frutto di una scrittura collettiva. I testi per le due scene sono stati registrati da una voce professionale in file Mp3, che è possibile eseguire in modo sincronizzato assieme al video utilizzando un player che consente di corredare i filmati di sottotitoli e audiodescrizione (attivabili/disattivabili), integrandolo inoltre con una console aggiuntiva di comandi attivabili con qualsiasi configurazione hardware e software e con qualsiasi periferica di input.
Il prodotto dell’esercitazione verrà pubblicato all’interno del sito Web del W3C Italia, sezione Progetto Aquarius.
 
la classe fiorentina di Aquarius