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Dal 1991 coltivo un bonsai di ficus tropicale.

bonsai di ficus

Nei primi tempi è stato il mio unico rapporto diretto con la natura, abbastanza diretto da pormi in relazione con le radici (nella foto seguente un altro mio bonsai).

bonsai, le radici

Nei primi anni del 2000 sono andato a vivere in collina, in mezzo ad alberi liberi, e per diversi anni ho vissuto in solitudine lavorando nell’iperuranio digitale come webdesigner e videomaker.

la mia casa in collina

Venivo da un lungo percorso in cui “avevo esplorato i limiti della ragione“, nei sentieri estremi della filosofia, della letteratura e della musica, che mi hanno condotto a un vicolo cieco (1995): ho individuato un varco nella connessione con gli animali e gli alberi… questo mi ha salvato e nel 2010 sono ritornato sulla terra con la biodanza e poi con il tango argentino.
Al mio animale guida, un coniglio, ho dedicato un sito Web.

io e Rosamaria, tango

L’intero percorso mi ha fatto incontrare il lignaggio Karma Kagyu del Buddhismo tibetano, presso cui ho preso rifugio. All’interno di questa tradizione ho potuto mettere in equilibrio nella Via di mezzo i due estremi dell’eternalismo e del nichilismo, che costituiscono i limiti del pensiero occidentale.

Le energie del corpo della mente e dello spirito, finalmente riunificate, hanno risvegliato in questi ultimi anni la mia vocazione tattile a sentire nella terra e nei piedi il luogo più adatto per incontrare la realtà e me stesso con la riflessologia cinese di tradizione taoista On Zon Su, che studio e pratico: i piedi sono le nostre ali e radici, l’unione delle mani e dei piedi ci fa riconoscere nel tempo dilatato che nutre la nostra pace e salute.

Roberto Ellero

mani e piedi